Per la collezione Fall/Winter 2025 di RODO Firenze abbiamo curato l’intera direzione artistica, dalla strategia iniziale fino alla produzione finale. Il risultato non è soltanto una campagna, ma un mondo narrativo che prende il nome di The Quiet Muse: una visione che eleva il prodotto a simbolo, in bilico tra terreno e ultraterreno.
Il concept nasce dal desiderio di astrarre il brand RODO, evocandone l’essenza attraverso immagini che parlano di muse e dee. In questo immaginario, la campagna mette in dialogo due dimensioni: il terreno, rappresentato dal giardino, dalle piante, dalle rocce e dalle foglie secche, e l’ultraterreno, evocato dai teli sospesi, dalle ombre, dai veli che celano e rivelano. Le modelle, con le trecce raccolte come figure mitiche, attraversano questo paesaggio muovendosi tra massi e sospensioni, in uno spazio che appartiene insieme al reale e al sogno.
Il processo creativo è stato lungo e articolato. Siamo partiti da un documento di direzione artistica, che ha definito le parole chiave e i riferimenti estetici, per poi passare ai bozzetti a mano e alle immagini generate con intelligenza artificiale, strumenti utili per dare forma e atmosfera a ciò che sarebbe diventato il set finale. Ogni passaggio ha avuto lo scopo di costruire un’immagine coerente, che fosse percepita come rito visivo più che come semplice campagna di moda.
La produzione ha seguito la stessa logica di unità: ci siamo occupati della selezione delle modelle, dello styling, del make-up, dell’allestimento scenico e della regia fotografica e video. Il lavoro ha dato vita a un ecosistema di contenuti integrati: il video manifesto The Quiet Muse, le fotografie di campagna, gli scatti e-commerce, i contenuti social e i materiali editoriali come lookbook e press kit. Tutto contribuisce a rafforzare una stessa identità, senza frammentazioni.
Il concetto di “lusso silenzioso” è diventato la cifra stilistica della campagna: niente orpelli, nessuna sovrapposizione, ma pause, sospensioni, dettagli che emergono dal vuoto. Così, ogni borsa e scarpa RODO non è soltanto un prodotto, ma un oggetto sacralizzato, offerto alla luce e al gesto delle muse.
Con The Quiet Muse abbiamo mostrato come per noi la direzione artistica moda non significhi estetica superficiale, ma regia totale: unire pensiero strategico, graphic design, produzione e comunicazione in un racconto unico. È un progetto che dimostra come il lavoro di uno studio creativo con base a Fermo possa parlare un linguaggio globale, trasformando radici locali e artigianalità italiana in un immaginario internazionale.
Dalla strategia siamo passati alla forma, con bozzetti a mano che hanno tracciato scenografie e prospettive, e con immagini generate attraverso l’intelligenza artificiale, utili a condividere suggestioni e atmosfere ancora prima di arrivare al set. Il processo creativo è stato così visibile fin dall’inizio, permettendo al cliente di percepire già l’essenza della campagna.
La produzione è stata un lavoro totale. Come studio creativo ci siamo occupati della ricerca delle modelle, dello styling, del make-up, dell’allestimento scenico e della regia fotografica e video. Ogni dettaglio è stato seguito e diretto da noi, in modo che tutto facesse parte di un unico immaginario. Il risultato è stato un ecosistema visivo integrato: il video manifesto della collezione, le fotografie di campagna, gli scatti e-commerce, i contenuti social e i materiali editoriali come lookbook e press kit.
La nostra regia ha trasformato il prodotto in simbolo, in oggetto offerto come parte di un rito visivo. Ogni immagine è stata pensata per dare continuità alla comunicazione del brand, costruendo un’identità riconoscibile e contemporanea. Questo è per noi il significato di direzione artistica: unire graphic design, marketing e comunicazione in un racconto unitario che nasce da un pensiero e prende forma in ogni dettaglio.
Con la campagna RODO Firenze FW25 abbiamo dimostrato come il lavoro di un’agenzia creativa radicata nelle Marche possa dialogare con il respiro internazionale della moda. Il nostro approccio è quello di guidare i brand nel trasformare idee in mondi, tradizione in immaginario globale, radici locali in linguaggio universale. È così che intendiamo la direzione artistica: non solo estetica, ma regia, narrazione e identità.